Torino. Incendiata l’area verde del CIE

Lunedì 21 marzo. L’area verde del CIE di corso Brunelleschi è stata gravemente danneggiata da un incendio. Intorno alla mezzanotte i reclusi avrebbero dato alle fiamme materassi e suppellettili.
Secondo quanto riferito da quotidiani ed agenzie il fuoco avrebbe reso inagibili tre su cinque moduli abitativi. Il quotidiano La Stampa riferisce che i protagonisti della rivolta sarebbero una ventina di tunisini trasferiti qualche settimana fa da Lampedusa. Secondo la questura i tunisini rinchiusi a Torino avrebbero contatti con loro compaesani imprigionati a Gradisca. Al punto che sarebbe scattata un’indagine per mettere in luce eventuali collegamenti con le proteste e le fughe avvenute a Gradisca nelle stesse ore. Peccato che da diverse settimane i senza carte del CIE isontino non possano comunicare con l’esterno, perchè sono stati privati dei cellulari. Viene il dubbio che la questura torinese stia indagando sui piccioni viaggiatori.
I reclusi, secondo l’ormai collaudato “modello Gradisca” non sarebbero stati trasferiti altrove ma ammassati nell’area mensa. A poco più di venti giorni dalla rivolta del 28 febbraio, quando andò in fumo la sezione gialla, il CIE torinese torna ad infiammarsi.

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