Milano. Materassi bruciati al CIE

Milano, 11 settembre. Capita ogni giorno, nel mondo di fuori: un ragazzo si rompe una gamba giocando a calcio, lo ingessano e, se ha male, gli danno un sedativo per calmare il dolore. Dentro le gabbie per senza carte le regole del mondo di fuori non valgono. Un ragazzo ingessato che chiede una pastiglia viene curato a suon di botte: così impara a non scocciare quelli della Croce Rossa, che dietro lauto compenso, si sono votati alla gestione del CIE.I compagni del ragazzo pestato barricano la porta della loro camerata e danno fuoco ai materassi, poi altre due camerate vanno a fuoco. Solo dopo ore quelli dell’antisommossa riescono ad entrare, portandosi dietro cinque immigrati in manette. C’è anche quello con la gamba ingessata.
Le tre sezioni sono gravemente danneggiate ma i prigionieri sono comunque obbligati a passarvi la notte. Due immigrati vengono liberati la sera stessa. Uno di loro pare abbia assistito al pestaggio. Che l’abbiano liberato per liberarsi di un testimone scomodo?

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