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La questura di Trieste tra “Ufficio Epurazione” e suicidio “assistito”

Alina ha 32 anni quando muore nel commissariato di polizia di Opicina a Trieste.
Tre giorni prima era stata prelevata da una volante della questura all’uscita dal carcere, dove aveva trascorso gli ultimi nove mesi, per una condanna per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Alina non era una passeur prezzolata ma una persona solidale con altri immigrati come lei.
Alina non era in stato di fermo né di arresto: è stata quindi detenuta illegalmente.
Decide di uccidersi. La sua agonia durerà 40 minuti sotto gli occhi delle telecamere della questura, ma l’agente di guardia non trova un minuto per dare un’occhiata. Un suicidio “assistito”.
L’inchiesta per la morte di Alina scoperchia un vaso di pandora, che dimostra che le detenzioni illegali sono una pratica diffusa nella questura triestina.
I migranti sono sistematicamente sequestrati in previsione della loro espulsione.
Carlo Baffi, dirigente dell’ufficio immigrazione della Questura di Trieste, è attualmente indagato per sequestro di persona e omicidio colposo.
Forse non è un caso se nella perquisizione disposta dal Pm, nell’ufficio e nella abitazione di Carlo Baffi, vengono trovati e sequestrati libri nazisti e fascisti, libri di difesa della razza e “come riconoscere il giudeo”, poster del duce e simboli nazifascisti.
Baffi aveva messo nel suo ufficio, sotto gli occhi di tutti i suoi colleghi, la targhetta “Ufficio Epurazione” con l’effige di Mussolini.
Oltre ad Alina Bonar Diachuk altre 49 persone sono sequestrate allo stesso modo, i fascicoli sono stati sequestrati nell’ufficio di Baffi e adesso si stanno facendo le ricostruzioni necessarie.
Oltre duecento persone hanno partecipato al presidio sotto la Questura di Trieste svoltosi mercoledì 16 maggio.
Ascolta l’intervento a Radio Blackout di un compagno di Trieste, Federico, che ha messo in rilievo come la pressione sulle istituzioni possa ridurre la violenza e gli abusi sistematici della polizia nei confronti dei migranti, ma, senza l’eliminazione di frontiere e leggi razziste, difficilmente ci sarà una reale inversione di tendenza.

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Trieste. Studenti indignati contro i CIE

Da un paio di settimane la protesta degli studenti (soprattutto medi) che – assieme a vari solidali – si sono accampati per giorni prima in piazza Unità e poi in piazza della Borsa sta facendo notizia. Sul piatto oltre a varie rivendicazioni classiche (ma particolare importanza ci pare abbia la lotta contro le telecamere nelle scuole) ci sono anche temi più generali: contro le banche, per una partecipazione politica reale, contro il debito, contro il TAV, per gli spazi autogestiti ecc. Per un’analisi su prospettive e limiti di questa lotta rimandiamo all’articolo in uscita su Umanità Nova. C’è stato invece uno sviluppo interessante sul fronte delle lotte antirazziste. Uno dei primi striscioni comparsi in piazza Unità era un secco “no racism” assieme ad una bandiera antifascista. Da ieri gli universitari hanno messo in campo un’iniziativa concreta: è stata occupata la biblioteca generale e si stanno organizzando pranzi sociali a prezzi popolari per boiccottare la mensa gestita dalla Sodexo. La decisione è stata presa dopo che nella piazza è stata diffusa l’informazione – nota solo a pochi – che la Sodexo fornisce i pasti in diversi CIE.
Seguiranno aggiornamenti.
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Trieste: 25 giugno in piazza contro la sanatoria-truffa

  Sabato 25 giugno siamo scesi nuovamente in piazza, in una manifestazione organizzata dal comitato Primo Marzo di Trieste, per due motivi: festeggiare la positiva conclusione di una battaglia durata due anni e, allo stesso tempo, rimarcare il fatto che … Continue reading

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Primo marzo a Trieste

Le piazze del primo marzo triestino dovevano essere quattro ma la bora a 150 chilometri l’ora rendeva quasi impossibile uscire di casa. Nonostante il tempo inclemente in molti fra migranti e antirazzisti/e solidali si sono ritrovati in via delle Torri, per la manifestazione organizzata dal comitato Primo Marzo di Trieste. Nelle altre tre piazze ci sono stati distribuiti volantini ai pochi passanti infreddoliti.
Non sono mancanti gli interventi, fra cui quello della Tenda per la Pace e i Diritti di Monfalcone, che ha paventato il rischio che i richiedenti asilo ospitati nei vari CARA possano essere trasferiti in Sicilia, nell’area dell’ex base NATO.
Molto coinvolgente l’azione teatrale sul rapporto CIE/prigione, preparata per il primo marzo.
Per tutti l’appuntamento è sabato 12 marzo a davanti al CIE di Gradisca.
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Trieste. Contro la sanatoria truffa. Ma non solo

Sabato 20 novembre. Il corteo, circa trecento tra immigrati e italiani, ha attraversato le strade della città, con numerose soste e tanti interventi per far sentire la voce di chi lotta contro l’asservimento del lavoro migrante e la truffa della sanatoria colf e badanti. Un meccanismo infernale che ha il suo coronamento nei CIE e nella macchina delle espulsioni.
Più invadente del consueto il dispiegamento di polizia. Continue reading

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Trieste. Antirazzisti contro i respingimenti in mare

A Trieste si svolge ogni anno la kermesse della Barcolana, gara velica che per tre giorni vede la città invasa da decine di migliaia di persone. Quest’anno gli attivisti del Comitato primo marzo hanno voluto ricordare a tutti/e che il mare non è solo un luogo di svago ma anche di morte. Sia venerdì che domenica si sono svolte due iniziative pubbliche per denunciare la strage dei migranti nei mari che ogni giorno avviene nel mediterraneo. Continue reading

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