Trieste. Antirazzisti contro i respingimenti in mare

A Trieste si svolge ogni anno la kermesse della Barcolana, gara velica che per tre giorni vede la città invasa da decine di migliaia di persone. Quest’anno gli attivisti del Comitato Primo Marzo hanno voluto ricordare che il mare non è solo un luogo di svago ma anche di morte. Sia venerdì 8 che domenica 10 ottobre si sono svolte iniziative pubbliche per denunciare la strage dei migranti nei mari che ogni giorno avviene nel mediterraneo.

Venerdì pomeriggio c’è stato un presidio con volantinaggio che, per puro caso, ha incrociato il viceministro della Lega Castelli (presente alla gara con la barca leghista “Vento del Nord”) che si è beccato un paio di slogan.

Domenica invece una trentina di attivisti del comitato hanno inscenato un fuori programma arrivando in molo audace e gettando in acqua manichini a simboleggiare i migranti morti in mare e srotolando lo striscione già usato venerdì “15.446 migranti morti in mare”. Dopo aver volantinato (il volantino denunciava sia le stragi sui mari che i Cie) e speakerato al megafono ci si è spostati sotto la prefettura dove i manichini sono stati posati per terra. Grande l’attenzione dei passanti. Assurdo il blindamento da parte di digos e polizia (anche la celere!).

Per altre foto www.info-action.net

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