Cie di Gradisca. Iniziano i lavori?

Le continue rivolte nei CIE non hanno solo l’effetto di far sentire al di fuori di quelle mura la rabbia dei detenuti o a rivendicare un trattamento più dignitoso.  Spesso e volentieri rendono talmente inagibili le strutture da ridurne la capienza. In questo caso addirittura costringono il ministero a lavori di ristrutturazione i quali necessitano che il CIE venga svuotato. Ovvero che i reclusi vengano trasferiti o più spesso rilasciati con il solito foglio di via.Un modo come un altro per riaquistare la libertà.

Dal Messaggero Veneto del 16 settembre 2010

Cie, scatta il piano di sfoltimento
GRADISCA. La Regione si attiverà affinché, al fine di consentire la realizzazione in sicurezza dei previsti lavori di adeguamento del Cie (Centro di identificazione ed espulsione) di Gradisca d’Isonzo, la struttura venga “alleggerita” in termini di presenze. È quanto ribadito al sindacato autonomo di Polizia (Sap) dall’assessore regionale alla sicurezza, Federica Seganti, nel corso dell’incontro avuto martedì, nella sede udinese della Regione, con i segretari regionale, Olivo Comelli, e della provincia di Gorizia, Angelo Obit, dell’organizzazione sindacale. Oltre a esprimere solidarietà ai militari rimasti feriti durante la rivolta del 28 agosto, l’assessore Seganti ha anche ipotizzato un avvio dei lavori di messa in sicurezza del Cie (innalzamento delle recinzioni, ripristino e potenziamento del sistema anti-intrusione a infrarossi e di quello delle telecamere a circuito chiuso) entro la fine di dicembre. Nel corso dell’incontro il Sap ha consegnato all’assessore regionale alla sicurezza un dossier sul Cie di Gradisca, documento nei giorni scorsi inviato anche ai parlamentari eletti sul territorio regionale. Soddisfatti i due esponenti del sindacato, che hanno evidenziato l’importanza di un coinvolgimento diretto della Regione sul tema del Cie della Gradisca, in quanto garanzia di tempistiche politico-amministrative e, quindi, d’intervento più brevi rispetto all’apparato statale. Cie di Gradisca (ma anche il Cara, il Centro di accoglienza per richiedenti asilo anch’esso operativo all’interno dell’ex caserma “Ugo Polonio”), che sarà il tema del giorno della tavola rotonda in programma domani mattina (alle 10) a palazzo Torriani. Convocata dall’amministrazione comunale («Alla luce della preoccupante escalation della tensione all’interno della struttura di via Udine»), la conferenza vedrà la presenza dei parlamentari regionali, di assessori e consiglieri regionali, Provincia di Gorizia, Prefettura e Questura goriziane e i rappresentanti dei Comuni limitrofi, tra cui il sindaco del capoluogo Ettore Romoli e il primo cittadino di Monfalcone, Gianfranco Pizzolitto, quest’ultimo anche in qualità di presidente dell’Anci provinciale. (ma.ce.)

Da Il Piccolo del 16 settembre 2010

Maroni, audizione in Parlamento sul caso del Cie di Gradisca
TRIESTE. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, sarà invitato in audizione presso il Comitato parlamentare Schengen, Europol e Immigrazione, per relazionare sulle vicende che stanno interessando il Centro di immigrazione ed espulsione (Cie) di Gradisca d’Isonzo (Gorizia). Lo ha reso noto il deputato del Pd Ivano Strizzolo, che ieri, intervenendo ai lavori dell’ufficio di presidenza del comitato, riunitosi per programmare l’attività istituzionale dei prossimi mesi, ha chiesto l’audizione del ministro.

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