Sardegna. Nuova rivolta al centro di Elmas

Non cala la tensione ad Elmas, il centro di prima accoglienza per immigrati, nei pressi dell’eliporto di Cagliari. Il primo ottobre in una prima rivolta erano state danneggiate un paio di camerate. Questa notte è andato a fuoco un intero piano. Ora è inagibile. Ogni materasso bruciato sabota la macchina delle espulsioni. Il governo è in difficoltà: ristrutturare i centri costa e i soldi non sempre ci sono. L’opposizione Democratica, quella che critica i CIE, ma ha aperto i CPT, non trova di meglio che protestare perché i centri rischiano la chiusura e chi ci lavora potrebbe perdere il posto. Che nei centri siano rinchiusi lavoratori vittime delle normative razziste, poco importa. Il 2 ottobre il senatore democratico Giuseppe Lumia invita il ministro dell’Interno Maroni ad adoperarsi “affinché il Cie di Pian del Lago a Caltanissetta torni ad essere pienamente operativo.” Il CIE nisseno venne distrutto da una rivolta il 14 novembre del 2009.
Di seguito il lancio Ansa sulla sommossa di questa notte ad Elmas.

Cagliari, 5 ottobre. Il primo piano del Centro di accoglienza di Elmas è stato reso inagibile da extracomunitari che hanno incendiato le suppellettili.
La rivolta è scoppiata durante la notte. Gli extracomunitari hanno dapprima manomesso il sistema di videosorveglianza e poi hanno incendiato materassi ed arredi. Polizia di Stato e Vigili del fuoco sono intervenuti in forze e la situazione è tornata alla normalità all’alba. Nessuno è rimasto ferito né intossicato. Un’altra rivolta era scoppiata venerdì scorso tra gli ospiti del secondo piano dell’edificio.(ANSA).

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