Torino: Piazza antirazzista. E corteo

Torino, 7 novembre. La piazza del mercato cede il passo alla piazza antirazzista in una domenica d’autunno bagnata e grigia. Un pomeriggio ed una serata piene delle facce e delle storie di chi a Torino vive la condizione migrante, tra sfruttamento bestiale, retate di polizia, discriminazione. A pochi giorni dall’emanazione del nuovo pacchetto sicurezza la Torino antirazzista si è data appuntamento a S. Salvario per incontrarsi, scambiare idee, costruire la resistenza ai nuovi e vecchi dispositivi legislativi che ricattano la vita degli immigrati nel nostro paese.
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Nel pomeriggio e in serata tante voci si sono alternate al microfono: si è parlato di lavoro, nero, ricattato e sfruttato, delle espulsioni e dei CIE, della truffa della sanatoria colf e badanti e delle lotte degli immigrati a Brescia e Milano. L’incontro è stato anche l’occasione per lanciare l’appello per una manifestazione cittadina contro la sanatoria truffa e il permesso di soggiorno a punti per il 27 novembre.
Uno striscione bianco in solidarietà con “quelli della gru” di Brescia testimoniava il legame tra quanti lottano.
Numerosi video hanno raccontato degli immigrati ammazzati, picchiati, aggrediti da polizia e razzisti, di Abbà e di Abdoul e dei tanti di cui non si sanno nemmeno i nomi.
Dalle valli del torinese, dove la resistenza al Tav si incrocia con la voglia di costruire relazioni non mercificate, sono arrivati i ragazzi del forno autogestito itinerante che hanno sfornato pizze per ore ed ore. I castagnari valsusini hanno cotto le caldarroste “più castagne meno maroni”.
In prima serata al suono dei tamburi della Samba Band – in testa lo striscione “Torino è antirazzista” – è partito un corteo per le strade di S. Salvario. Oltre duecento persone hanno partecipato al giro informativo tra musica, slogan e soste per brevi interventi. La polizia si è tenuta lontana.
Al ritorno la musica dei “Suoni erranti”, il dj set di Nik Alien ed Elettrosciocchine che hanno chiuso in festa la prima delle piazze antirazziste che la Rete “10luglio antirazzista” sta costruendo nei quartieri dove la sicurezza è diventata sinonimo di militari in strada, non di luoghi riempiti dalla vita e dalla voglia di incontrarsi della gente che ci vive.
Dalla piazza sono passate centinaia di persone: chi per pochi minuti, chi per l’intera giornata: segno che la Torino antirazzista, piano piano, sta crescendo.

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