Caritas/caserma: arrivi in ritardo? Ti trasferisco!

Parma. Trasferiti per punizione dalla struttura di accoglienza gestita dalla Caritas a Parma ad una comunità in provincia. Due ragazzi tunisini con il permesso di soggiorno temporaneo, tra i pochi a cui le strutture di Parma hanno dato una forma di “accoglienza”, che vivevano nella struttura di piazza Duomo si sono visti chiudere la porta in faccia dai gestori per due volte, per un ritardo nel ritorno serale. Tutti i sette compagni tunisini si sono rifiutati di entrare in casa ed hanno deciso di passare la notte al Parco Ducale.
Poi, dopo l’intervento del consolato tunisino, sono stati trasferiti a Martorano presso la comunità Betania. Un luogo isolato dove non potranno più frequentare il corso di italiano e mantenere rapporti con altre persone.
La loro colpa? Essere rientrati con venti minuti di ritardo sull’orario previsto. I responsabili della Caritas hanno parlato di “episodi di indisciplina”, e, con la superiorità tipica del buonismo cattolico (come i preti al seguito dei conquistadores) hanno dichiarato: “noi abbiamo accolto questi ragazzi, li abbiamo vestiti, gli stiamo insegnando l’italiano: guardate come sono puliti e ordinati, ecco è solo merito nostro”.
Nelle ultime settimane abbiamo conosciuto diversi ragazzi tunisini con il permesso di soggiorno temporaneo che non hanno trovato nessuna accoglienza a Parma, vivono in strada: per loro le porte sono tutte chiuse. Fino ad ottobre hanno il permesso temporaneo e, poi, se non troveranno un lavoro, diventeranno “clandestini”, gli verrà tolto anche il diritto ad esistere e potranno essere chiusi in un Cie e deportati.

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