Trieste: la normalità dell’abuso.

Della tragica vicenda di Alina Bonar Diachuk, ucraina di 32 anni suicidatasi nel commissariato di Opicina (TS) durante un fermo illegale ci siamo già occupati. Dopo qualche settimana è necessario fare un aggiornamento. Dopo che il caso è esploso sui media,  la questura ha dapprima messo il responsabile dell’ufficio immigrazione Carlo Baffi in ferie “forzate”, dopodichè lo ha spedito all’ufficio personale nell’ambito di un generale rimpasto fra i vari funzionari. E’chiaro che Baffi era diventato un personaggio un po’impresentabile, ma ovviamente di sospenderlo non se ne parla. Ora però un comunicato della Uil-polizia aggiunge un nuovo interessante elemento sulla pratica dei fermi illegali degli immigrati divenuta prassi quotidiana. Pare infatti che tutto questo non fosse farina del sacco di qualche “mela marcia” ma semplicemente la messa in pratica di una circolare interna del Questore Nicola Argirò del lontano 2002 e mai accantonata. Per cui tutt* sapevano e tutt* seguivano gli ordini senza fiatare come sempre. C’è voluta una ragazza morta suicida affinchè qualche sbirro si decidesse a parlare, non certo per rimorsi di coscienza ma con il chiaro intento di parare il culo a Baffi e ai suoi colleghi.

 

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