Friuli Venezia Giulia. La campagna contro i CIE continua

Continua nell’estremo nord-est la campagna contro i CIE. Dopo le iniziative a Trieste, Pordenone e Udine in maggio e il presidio di fronte al lager di Gradisca il 1 giugno, sabato 15 maggio si sono svolte altre due iniziative di controinformazione e dibattito a Trieste e Udine. A Trieste in piazza Cavana è stato presentato il rapporto sui CIE del MEDU (medici per i diritti umani). A Udine sotto la loggia del Lionello Loggia c’è stato un incontro con Elisabetta Teghil sui CIE.
“Un giro interessante guardandoli un po’ da dentro come luoghi di non vita e di  sospensione ed arbitrarietà del diritto,  nella convinzione che il miglior miglioramento, la prima istanza da mettere in campo è la chiusura perchè tutte le altre richieste, se pur legittime spesso legittimano i loro ideatori a renderli socialmente più accettabili.
Perchè guardati da fuori e da lontano nella loro origine e nel loro divenire i CIE sono la continuazione di tutte le colonizzazioni europee con altri mezzi, sono il paradosso dell’espulsione attraverso il confinamento, sono l’estensione di confini dentro la città per l’omologazione e la purificazione della popolazione da soggetti non riducibili alla sovranità statale alla quale potranno eventualmente avere accesso solo dopo aver pagato lo scotto della dis-identità soggettiva.
Un giro fatto da Elisabetta guardando alla esperienza di lotta collettiva femminista e lesbica al CIE di Ponte Galeria e al neoliberismo come matrice dei lager del  ventunesimo secolo e dell’imbarbarimento sociale che permea anche la tragica insolubilità  dei microdissidi quotidiani; un giro fatto da noi guardando anche oltre il neoliberismo, alla necessità di un pensiero che coniughi l’essere quello che si è con il territorio nel quale si vuole vivere non segnato da confini   reali o virtuali, da confini di Stato, e  da colonizzazioni -preesistenti al neoliberismo-, da nazionalismi guerreggiati ma mai risolti…
Ma qui si aprono altri percorsi di ragionamento fecondi di pensiero e confronto, altre trame da mettere in campo perchè con Elisabetta, siamo pienamente convinte e concordi, occorre tramare e costruire vie di fuga.” (tratto da Info-action).

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