Ancora sciopero e blocchi alla TNT di Piacenza

Giovedì 14 luglio, Piacenza. 
Ancora in lotta i lavoratori alla TNT.
Dopo i blocchi di venerdì 8, il tavolo di trattativa di lunedì 11 si è subito chiuso. La dirigenza delle cooperative Stella e Vega del gruppo Gesco Nord, ben noto per altre vicende di caporalato legalizzato, volevano solo sedare le lotte senza concedere nulla.

Capi e capetti pretendevano, in cambio di qualche timida e vaga concessione, la totale estromissione del sindacato Si Cobas che sta seguendo la vertenza.

La risposta dei lavoratori non si è fatta attendere a lungo: rifiutata l’inaccettabile proposta dei padroni e la vergognosa offerta dell’importo di 100 euro a chi avesse restituito la tessera, hanno organizzato un nuovo picchetto davanti all’azienda, con blocco dei camion in entrata e in uscita.
Circa duecento, in gran parte lavoratori di Vega e Stella, insieme ad un gruppo di solidali, si sono ritrovati per più di cinque ore davanti ai cancelli. “Padroni di niente, schiavi di nessuno”, rivendicando i propri diritti e l’applicazione del contratto nazionale, denunciando le buste paga fittizie e chiedendo le dimissioni dei caporali “Ci avete sfruttato abbastanza, adesso è arrivato il momento che ve ne andiate”.
Una trentina di lavoratori, che al momento del blocco avevano già iniziato il turno, hanno provato ad unirsi allo sciopero. La reazione dei padroni è stata durissima: ritiro del badge d’accesso e minaccia di licenziamento.
Mentre le forze del disordine schieravano le macchine dei carabinieri nel cortile e gli uomini della d.i.g.o.s. si affannavano a tradurre dall’arabo le decisioni prese dai lavoratori in assemblea, la dirigenza ha proposto un nuovo tavolo di trattativa per lunedì 18 luglio.
Inutile dire che le aspettative sono scarse, ma la determinazione nel dire basta è tanta. Basta sfruttamento, basta perquisizioni personali dei caporali all’uscita dal lavoro, basta ritmi massacranti spezzati solo da pause non retribuite imposte dall’altro, basta continue minacce di licenziamento a chi, perdendo il lavoro, rischia di perdere il permesso di soggiorno.
Il presidio si è sciolto poco dopo l’una di notte. La lotta continua.

Aggiornamenti.
Venerdì 15 luglio
. I padroni hanno deciso la serrata: chi ha scioperato il giorno prima, non viene fatto entrare al lavoro.

Lunedì 18 luglio. Il tavolo di trattative dura oltre tre ore: fuori i lavoratori fanno presidio e attendono. Viene siglata un’ipotesi di accordo, che prevede il reinserimento degli esclusi nei successivi due giorni, garanzie salariali e di tutela sindacale. I lavoratori festeggiano ma, in attesa dell’accordo definitivo, mantengono un presidio informativo davanti ai cancelli e la giornata di lotta già programmata per giovedì 21.

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